1979 - Orgosolo

I Murales

   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     
   
     

 

 

I murales hanno acceso i riflettori su Orgosolo facendo affluire sempre più visitatori italiani e stranieri attratti dall’originalità dell’idea e per l’interesse suscitato dai temi trattati, espressi con affreschi anche ampiamente commentati sui muri delle abitazioni del centro storico.

I primi lavori sono del 1975, eseguiti dagli alunni della scuola media sotto la guida dell’insegnante di educazione artistica; gli studenti hanno poi proseguito quest’attività e a loro si sono nel tempo affiancati altri autori locali e “stranieri”, arrivando a creare ad oggi circa trecento murales.

I temi trattati sono principalmente politici oppure riferiti alla realtà sociale sarda del passato e del presente; i più recenti riprendono anche temi che recuperano l’antica cultura sarda e orgolese.


Come molte altre espressioni di vita orgolese, comunicano all´osservatore una vasta gamma di impressioni che forse è impossibile riscontrare altrove: vi si leggono i malesseri, le speranze, i disagi e gli aneliti di una comunità che ha vissuto, forse, il senso di esclusione e di non appartenenza ad un mondo dai troppi volti contraddittori.
Sotto questo segno, sul finire degli anni ´60, comparvero i murales. Sin dall´origine i bersagli dei muralisti furono i governi sopraffattori e i fautori di ingiustizie sociali.

Il primo murale fu realizzato nel 1969, negli anni della contestazione giovanile, dal gruppo anarchico milanese Dioniso.
Il numero dei muri tinteggiati crebbe a partire dal 1975 quando un insegnante senese, Francesco del Casino, insieme ai suoi alunni volle commemorare, raffigurandolo sui muri degli edifici orgolesi, il trentesimo anniversario della Liberazione d´Italia. Circa il 90 % dei murales di Orgosolo sono opera di Del Casino: il suo è un singolare e inconfondibile stile pittorico.

Si cita con ironia Alfredo Niceforo, si motteggia sul presidente Leone, si riporta il telegramma del partigiano e scrittore Emilio Lussu solidale con le contestazioni anti-NATO, si denunciano le ingiuste reclusioni, la condizione delle carceri, la sofferenza di detenuti e familiari, la cupa esistenza di latitanti e briganti braccati dai carabinieri.

L´effigie di Gramsci invita alla riflessione e all´intelligenza e il volto mite di un capo indiano denuncia i soprusi dei bianchi.

Negli anni ´80, con l´attenuarsi della tensione politica, Del Casino e gli altri dipinsero scene di vita quotidiana: uomini a cavallo, donne con in grembo i propri figli, pastori che tagliano il vello alle pecore e contadini con in mano la falce.

E´ del 1994 un murale che rappresenta i conflitti della ex Jugoslavia e la distruzione di Sarajevo: la storia locale può farsi storia mondiale.

Ad Orgosolo, da trent´anni le mura del municipio e della biblioteca, dell´ambulatorio e dei bar prestano i loro fianchi alla creatività di artisti che hanno affidato e affidano ai murales le immagini e le voci non solo di una comunità, ma di un´isola intera. I murales costituiscono un´eccezionale attrattiva e molto ancora hanno da dire a chi li osserva.

(c) http://www.adhikara.com/orgosolo/murales.html