1970-71 -  .. e dietro il cancello?

Lavoratori in un pastificio di Torre Annunziata

messi in posa contro il cancello che gli separa dal mondo esterno.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CENNO SULL'ARTE BIANCA A

TORRE ANNUNZIATA (NA)

L'inizio dell'attività industriale dell'arte bianca a Torre Annunziata
è indubbiamente legata al nome del conte Muzio Tuttavilla e
all'escavazione del canale Conte di Sarno.
Quest'opera, da lui fortemente voluta, e che aveva lo scopo
di di alimentare le macine di tre molini costruiti in città, segnò
di fatto la svolta industriale futura di Torre Annunziata.
I primi due molini sorsero lungo l'attuale corso Garibaldi, il terzo
dove attualmente insiste il dismesso cinema Metropolitan.
Fu così che l'attività dei molini fece sviluppare rapidamente
un intenso commercio di grano e di pasta il cui traffico
avveniva anche con navi grazie all'utilizzo della vicina marina.
Il clima, secco e ventilato della nostra zona, e l'operosità della nostra
gente insieme al canale conte di Sarno ed al porto -
le cui caratteristiche consentivano l'attracco di navi di
grossa stazza - furono in effetti il "poker d'assi" che
avrebbe portato la città ad essere conosciuta in tutto il mondo.
E con l'incremento dell'attività pastaia, di pari passo,
erveva l'ingegno degli operatori nella ricerca di sempre
nuove soluzioni tecniche per gli strumenti dell'arte di fabbricare pasta.
Le prime trafile ad uso industriale furono costruite e sperimentate
a Torre e molti dei formati di pasta (in dialetto anche detta sorta
o sciorta di pasta) attualmente in produzione,
sono certamente opera della fantasia dei tecnici e dei pastai locali.
I maccheroni, fabbricati con la trafila, hanno avuto origine
a Napoli e provincia, tra la fine del '400 ed i primi del '500.
E' ormai accertato che, prima dell'apparire del torchio delle monete,
inventato da Brucher, scultore parigino, nel 1511, nel napoletano,
e, più specificamente a Torre Annunziata, il maggior centro
dell'industria pastaia della regione, era in uso la trafila
"per fare maccheroni", paste corte e pastine.
Il primo dato storico inoppugnabile si può desumere dai
"capitoli dei privilegi della città di Napoli" nel 1509,
dove si legge testualmente: "Quando la farina saglie
aumenta di prezzo) per guerra, carestia e per indisposizione
di stagione, a cinque carlini in su il tomolo, non si abbiano
a fare taralli, copule, maccaroncini, trii, vermicelli,
ne altra pasta, exceptuo in caso di necessità di malati,
sotto pena di mezzo Augustale (moneta d'oro coniata da Federico II )
per la prima volta…(estratto dall'omnibus lett. a, 10, n°17,
Biblioteca nazionale, Napoli, riportato da Tommaso Semmoli
in "I maccheroni").

(C) http://www.pastafest.it/pages/pasta_torreb.htm